Caos informativo?

Caos informativo?

26 ottobre 2018 Blog 0

 

“Restare affascinati da qualsiasi cosa e non ricordare nulla”. Questo è il pericolo che si corre in Rete. Siamo tutti un po’ inesperti nell’utilizzo di questo mezzo che da oltre 30 anni ha preso il sopravvento scaraventandoci in un sistema completamente nuovo; in cui gli assi spazio-tempo sono completamente modificati e la qualità delle notizie è molto più scarna. La quantità conta di più per questa ragione occorre essere bravi nel selezionare le informazioni, nel sapersi orientare nel caos informativo presente sul Web e scegliere la “qualità”. Per chi gestisce la comunicazione online è fondamentale e, quasi, “una missione” quella di selezionare l’optimum nel grande mare incessante di notizie. Come diceva Umberto Eco: “Internet è una memoria che ricorda tutto, troppo. L’intelligenza è altro: è saper distinguere”.

Questa capacità è importante perché il nostro approccio a questi strumenti, il più delle volte, è di tipo passivo, abbiamo necessità di recuperare la soggettività di chi riceve e trasmette le informazioni.  Il web oggi è un’arma usata sopratutto per chi fa relazioni pubbliche o politica perché rappresenta la strada su cui si incrociano persone di ogni età, rango, interesse e cultura. Il problema sono le modalità di utilizzo. Come diceva Bauman nel libro “La ricchezza di pochi a vantaggio di tutti?” assistiamo ad uno Stato di crisi ricco di grande incertezza in cui si è registrato il crollo delle fiducia da parte dei cittadini che ormai vedono la politica, e in particolare i politici, non solo come corrotti o stupidi ma più di tutto “incapaci”. Questa incapacità a creare una relazione vera e continua di fiducia con il proprio “demos” ha spinto la classe politica attuale a creare la propria comunità in modo virtuale. Come dice il filosofo polacco la comunità non si crea, “o ce l’hai o no”. La comunità virtuale diventa solo un modo per per controllare le persone a cui siamo legate, aggiungendo o eliminando contatti con un click senza particolari abilità sociali. Ma questa non è comunicazione, non significa creare una rete. La Rete si sviluppa quando sei per strada, o sul posto di lavoro, e incontri persone con le quali devi avere un’interazione ragionevole, coinvolgendole in un dialogo reale.

Tra l’altro bisogna considerare che ci sono una serie di interlocutori che non sono disposti all’aggiornamento tecnologico. Ciò significa che talvolta è difficile raggiungere in modo mirato il nostro target.

Come si può rendere una comunicazione qualitativamente efficace e raggiungere il proprio target?
Innanzitutto bisogna scegliere un linguaggio semplice e diretto perché la Rete è legata all’immediatezza e alla semplicità per garantire la fruizione. Inoltre importante è la selezione delle notizie su cui argomentare: non basta l’elenco di tutto ciò che viene detto occorre fare una scrematura qualitativa. Insomma il materiale deve avere un valore aggiunto. Altro fattore bisogna evitare gli eccessi e le distorsioni della comunicazione in modo da non creare il diluvio informativo.

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