Negozi di quartiere nel ciclone della nuova manovra di Governo

Negozi di quartiere nel ciclone della nuova manovra di Governo

16 ottobre 2018 Blog 0

 

Circa un mese fa è stata presentata dalla maggioranza una proposta di legge con cui regolamentare diversamente le aperture domenicali dei negozi. La proposta avanzata è a firma della leghista Barbara Saltamartini che intende rivedere il decreto Salva L’Italia dell’allora Governo Monti e, in particolare, l’articolo 31. Questo ultimo aveva introdotto la massima autonomia da parte degli esercizi nello specifico affermava che: “le attività commerciali (..) e somministrazione di alimenti e bevande sono svolte senza il rispetto di orari di apertura e di chiusura, dell’obbligo della chiusura domenicale e festiva, nonché quello della mezza giornata di chiusura infrasettimanale dell’esercizio”.

Il nuovo disegno di legge, invece, intende:

  1. Reintrodurre la chiusura domenicale;
  2. Fissare un massimo di 8 aperture straordinarie;
  3. Far sì che solo il 25% degli esercizi siano aperti per settore merceologico

Inoltre affida alle Regioni e ai Comuni il compito di determinare le regole.

Questa notizia ha creato un clima di allerta nella Codacons che ha dichiarato di essere contraria alla proposta perché ritiene che, con i ritmi e gli stili di vita delle persone, si rischia di limitare la loro possibilità di acquisto proprio nei giorni in cui sono più libere.

Ma i commercianti come possono reagire a questo cambiamento?

Innanzitutto bisogna comprendere che il contesto in cui si svolge la propria attività è cambiato in termini di mercato. È vero restare aperti nei giorni festivi facilita l’acquisto, in termini di tempo e disponibilità, per il consumatore, ma è pur vero che ormai, quest’ultimo, tende a sintetizzare le sue operazioni di acquisto. Questo significa che se ne ha la possibilità concretizza il suo acquisto online.

Una recente ricerca messa a punto dalla Idealo internet GmbH ha messo in luce alcuni dati interessanti da non sottovalutare.

Il 78% degli acquirenti italiani è digital ciò significa che effettua in media un acquisto online al mese. Addirittura è possibile stimare l’entità della trasformazione tecnologica e sociale del consumo sulla base della frequenza degli acquisti elettronici effettuati: intensivi 22% almeno una volta a settimana, abituali 56% almeno una volta al mese (in crescita del 4,6% rispetto al 2016) e sporadici 22% una volta ogni trimestre o meno.

Qual è la motivazione che spinge all’acquisto?

Indubbiamente il prezzo è la variabile “star” dell’acquisto online. A seguire entrano in gioco altri fattori quali ricerca di dettagli sul prodotto, informazioni sullo shop, recensioni degli utenti, confronto tra prodotti.

Quali sono i beni più acquistati in rete?
Libri, abbigliamento ed elettronica sono gli articoli di consumo più acquistati dagli italiani nei siti e-commerce. I comparti legati alla cultura e all’intrattenimento (65%), all’elettronica (65%) e alla moda (64%) sono quelli per i quali gli italiani spendono con maggiore frequenza. Seguono il settore articoli sportivi (46%), casa e giardino (46%), cosmetici (40%) giochi e giocattoli (38%), valigeria (35%), auto & moto (32%), orologi e gioielli (31%), arredamento (27%), articoli per animali (24%), alimentari (20%), prodotti per la salute (18%) e prodotti per bambini & neonati (14%).

Acquistano più le donne o gli uomini?

In Italia il 61% degli uomini acquistano in rete, mentre solo il 38,7% delle donne finalizza acquisti. Per quanto concerne l’età la fascia di maggiore interesse, in Italia, è quella dai 35 ai 44 anni che rappresentano il 26,9% del totale, seguiti dai 45-54enni (21,3%) e dai 25-34enni (20,5%).

Quali sono gli strumenti e dispositivi usati?

Un consumatore su quattro in Italia utilizza dispositivi mobili per lo shopping online. Mentre un consumatore su tre usa tablet o smartphone per cercare prodotti e informarsi sui prezzi. Più in dettaglio: il dispositivo privilegiato per finalizzare l’acquisto digitale è ancora il PC (91%), ma un buon 29% realizza le transazioni direttamente dal proprio smartphone o dal proprio tablet (22%).

Quale sistema domina?

Android nell’e-commerce, mentre nel Regno Unito IOS.

Metodi di pagamento?

Il metodo di pagamento preferito in Italia è PayPal (54%), anche se scende di 6 punti percentuale rispetto al 2016, seguito dalle carte prepagate Postepay (16%, +2% rispetto all’anno precedente), dai pagamenti in contrassegno (4%) e tramite bonifico bancario (2%).

I consumatori combinano l’online e l’offline per cercare e comprare i prodotti. Per questa ragione i negozi di quartiere aldilà dei giorni di apertura e chiusura devono adeguarsi alle nuove modalità di fare acquisto.

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